MACCHINE
byPas
aTos
Guardo con una certa invidia le macchine che mi passano accanto, nel traffico delle otto e mezza su viale Monza, e penso che potrei esserci io alla guida di tutte quelle audi, alfa, mondeo, insomma tutti quegli oggetti belli e potenti. Ma né io né i mie familiari – intesi come famiglia d’origine, padre e madre – siamo mai stati particolarmente dotati rispetto ai motori.
La macchina di mia madre – a mio padre era stato tassativamente vietato guidare da un aut aut moglie/figlia – era ….uhauh una roba da immediata identificazione generazionale, insomma mia madre aveva negli anni settanta una prinz…ora, non c’era cosa più portasfiga di una prinz. Ma siccome come si sa le sfighe son sempre accompagnate, la prinz di mia madre era una PRINZ VERDE, cioè il top del top, neanche un gruppo di suore tutte insieme portava COSI sfiga come una prinz verde!
Oltretutto recidivi, in famiglia. La prima prinz, grigiolina, era andata a fuoco un pomeriggio nei box di casa, pare per autocombustione causata dalla mancanza totale di qualcosa che assomigliasse all’acqua nella batteria.. Bruciata quella, un giorno mia madre si presenta a bordo di una nuova, lustra, sberluccicante prinz verde.
In ogni caso mia madre guidando faceva delle cose INAUDITE, se ne stava in pratica accartocciata sul volante, con delle sgrattuggiate vertiginose ad ogni cambio marcia, aveva il terrore dei camion, delle curve, dei passaggi a livello, delle gallerie, in autostrada si piazzava a 70 all’ora esattamente al centro delle due corsie, insomma seguiva la pista della linea centrale senza mollarla mai, e in più – in questo aiutata da mio papà – incurante del fatto che io stavo male non appena entravo in macchina, già solo l’odore della macchina mi faceva impallidire, fumava come una pazza. Quando la domenica pomeriggio dicevano “dai andiamo a fare un bel giro in macchina fino a Como a prendere il gelato”, io sapevo benissimo come si sarebbe conclusa la giornata: vomitando in qualche spiazzo della milano-laghi. Sul sedile dietro, il mio sedile, c’è stato per anni abbandonato un libro, le favole di Guido Gozzano, che ancora oggi – stile madeleine – mi riporta esattamente l’odore, la sensazione, i colori di quella milano grigia, piovosa, piena di traffico e nebbia che vedevo dai finestrini della prinz.
Più avanti negli anni, i miei non capivano perché mi sentissi così in imbarazzo con ‘sta prinz verde, l’idea che portasse sfiga la ritenevano una roba da trogloditi ignoranti superstiziosi (noi evoluti laici comunisti intellettuali), fatto sta che alle medie ogni volta che si parlava di automobili io stavo sulle spine, aspettando la fatidica domanda, “e tuo papà che macchina ha?”, sapendo che non avrei mai potuto mentire e consapevole che tutti si sarebbero prodotti in gesti più o meno coloriti facendo gli scongiuri. E che poi sarei stata guardata con uno sguardo misto tra la pietà e l’incredulità: ma davvero sei ancora VIVA nonostante la prinz verde??!!

VELOCITA’
Una nuvola si alza e va,
è lontano il treno e fischia
debole si sente …
Velocità
Fuori il tempo corre magico
Sono secoli di sogni
Incubi veloci …
Calamità
Piccoli frammenti sono qui
Scomodi nel vento
Così come lui vorrà
Galleggianti le due americhe
sopra i ponti degli stati
corrono potenti
cromaticità
Nuvolari perde fascino
Le sue folli corse ora
Sono ricordi …
Velocità
Digitali e analogiche
Nella valle del silicio
Nuove architetture
Robotiche
Voleranno ancora le città
Libere nel vento
Così come lui vorrà
Sulle orbite di Venere
Anni luce di traguardi,
giocano leggere
immensità
Una nuvola si alza e va,
è lontano il treno e fischia
debole si sente …
Velocità
ascoltare prima, durante, o dopo la lettura, a piacere....