OPPIDELGUADO

 

byPaS

“Ciao cara, sono Daniele…”

“Ciao Daniele, come va…”

“Bene, in questo mondo che va all’incontrario…senti, stiamo mettendo in piedi un nuovo progetto, hai voglia di scrivere una ventina di cartelle..”

“Certo, di che si tratta?”…

E Daniele mi spiega, mi racconta, anzi mi disegna davanti agli occhi il nuovo libro che sta costruendo, e so che è solo uno dei mille lavori a cui sta pensando, ma riesce a darmi una descrizione di quello che ha mente come se fosse – ogni volta – l’impresa più importante ed entusiasmante a cui mettere mano, in un dialogo pacato, a tratti ironico, sempre pieno d’amore per quello che fa e per chi collabora con lui da riuscire in una telefonata a darmi le coordinate, i punti fondamentali che seguirò mentre andrò per archivi a cercare vecchi documenti, mentre mi metterò davanti alla pagina bianca e comincerò – faticosamente, arrancando su ogni parola – a scrivere. E’ Daniele che ritrovo dopo l’infanzia, e ogni volta che vado al Guado – perché Daniele per me è sempre stato “quello del Guado” – mi racconta di quando lui, mio padre e Fantini – segretario di una sezione del PCI, sembra preistoria – parlavano di politica, anzi litigavano di politica seduti davanti al Naviglio, e a mo’ di conclusione mio padre diceva “guarda, Fantini, guarda il Naviglio che scorre…”, e Daniele dandogli di gomito “Signorino che cazzo dici che il Fantini è cieco”, e il Daniele di adesso, a ricordare, ride, ride ogni volta commuovendosi un po’ e io ritrovo in una battuta la voce di mio padre e la pazza infanzia.

Ma è sempre Daniele che con una battuta mi riporta al presente, cancella ogni rimpianto e non lascia spazio alla malinconia: abbiamo un lavoro da fare, adesso, intrecciando proposte e ipotesi rinasce la curiosità e l’entusiasmo, si parte, perché “ci sono molte cose da dire e da fare… ma da dire solamente non ce n’è”.


(Daniele Oppi è pittore,  creatore di immagini, perno intorno al quale sono cresciute esperienze che a partire dalla fine degli anni sessanta hanno avuto nella cascina del Guado un punto di incontro fondamentale. Con la nascita della Cooperativa Il Raccolto ha ulteriormente ampliato i confini della ricerca, dedicandosi tra l’altro alla pubblicazione di libri).

"Il Guado

conosce anche,

spiandoli benevolmente,

i miei passi

verso le carte chiuse negli armadi,

i libri ordinati

negli scaffali

e sussulta

l’aria rarefatta

degli studi mentre visito stupito e curioso

le mie anatomie

della memoria".

Individuazione dei frattali

Acrilico su tavola - 1969

cm. 140X200 (particolare)

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