SONDAGGIO POST ELETTORALE

byPas

 

Conversazione realmente avvenuta tra me e un sondaggista surreale mentre ero ancora sotto shock per i risultati elettorali del 13 aprile…


Lunedì mattina, casa silenziosa, incollata al computer, sto lavorando, suona il telefono  e rispondo distratta. Dall’altro lato una voce maschile, un po’ titubante, mi dice: “Buongiorno signora, scusi se la disturbo, sono Tizio della Società di Sondaggi Pincopallo, stiamo facendo un’indagine sulla politica attuale, posso farle qualche domandina…?”, ehhh vabbeh mi faccia ‘ste domandine, penso e dico.

“Ecco, si va bene, dunque, la ringrazio, solo poche domandine…”

“Si, mi dica”

“Si, dunque, lei conosce la Brambilla, la signora Michela Vittoria Brambilla, sa, la politica…”

Tric- trac del mio cervello, mi riconnetto, si, ho capito, la Brambilla, quella che va in televisione con la coscia lunga, il sogno erotico dell’uomo medio, dicono, la tizia che mi irrita appena apre bocca.

“Ah, si, si, la conosco, ora ho capito di chi parla”

“Ecco, si, dunque, signora, lei è d’accordo con quello che dice la Brambilla?”

“No”.

Pausa di riflessione dall’altra parte. Cavoli, sono stata troppo categorica?

“Ah, si, ecco dunque, secondo lei la signora Brambilla, potrebbe, insomma secondo lei dice delle cose importanti?”

“No”. Leggero sgomento al di là del filo.

“Ah, cambiamo argomento, ecco, secondo lei è importante che le donne diventino ministro?”. Che domanda, penso; dipende, se una donna è scema, meglio che non lo faccia, il ministro. Ma è troppo lunga, la risposta, allora dico:

“Abbastanza”.

“Ah, ehhh si, secondo lei il nuovo governo di Berlusconi dovrebbe avere tante donne ministro come per esempio in altri paesi come ad esempio in Spagna  e in…”, ecco, non gli vengono in mente altri paesi, la geografia non è il suo forte, vabbeh, che gli dico…

“Si, abbastanza importante”

“Si, dunque, secondo lei se ci fossero più donne ministro migliorerebbe il clima generale?”

“In che senso?”

“Nel senso che ci sarebbe più comprensione, più solidarietà…?”

“Mah….”

“Quindi che risposta scrivo?”

“E scriva di no!”

Avrà presente cosa sono tre o quattro donne insieme? La solidarietà? Mahhh…

“Va bene, signora, continuiamo, ancora qualche domandina… ecco, dunque, si, secondo lei se Berlusconi facesse tante donne ministro, migliorerebbe l’immagine di Berlusconi?”… Oddio, migliorerebbe…

“Mah, guardi, non lo so, metta Non So”

“Si, e se, sa, si è magari pensato, ecco, se fosse affidato un ministero alla signora Brambilla lei sarebbe d’accordo?”

“No”

“Ah, ehh ma se la signora Brambilla fosse ministro, insomma se le affidano un ministero, sarà un vantaggio per l’immagine dell’Italia all’estero?”.. Seeee così ci facciamo ridere dietro da tutto il mondo, ma in che sondaggio sono capitata?

“No, guardi, non credo proprio”

“E per Berlusconi? Sarà un vantaggio?”

“Mah, guardi non so che dirle…”

“Ah, va bene, cambiamo argomento, adesso mi dica se è d’accordo con le frasi che le leggerò”

“Si, mi dica”, gli rispondo, ma francamente comincio a irritarmi, riconosco i trabocchetti del sondaggio pilotato, e d’altra parte sento serpeggiare - ancora lontana si, ma arriva - la nota vocazione alla risata. “Mi dica, avanti..”

“Ecco, la polizia arresta i criminali e poi la magistratura li lascia andare troppo presto, è d’accordo?”

Alt. Questa non te la faccio passare. La professora pedante che c’è in me prende il sopravvento:

“No guardi, mi ascolti bene, la magistratura fa quello che la legge prescrive”, e che cazzo, ma chi ci mandano a fare ‘sti sondaggi? una domanda così uno dovrebbe rifiutarsi di farla! Ma sento che il meglio deve ancora arrivare, mi preparo, adesso ho le antenne molto ben sintonizzate:

“Ah, si, dunque, quindi scrivo che lei non è d’accordo”
“Esatto”

“Uh, si, ecco, e secondo lei per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri cosa bisognerebbe fare? Costruirne di nuove o usare altri mezzi ?” – madonna, uccidere i carcerati? deportarli? usarli come cavie per la cura contro il cancro? che rispondo se mi fa una domanda così? – “come ad esempio l’aministia?”

Fiuuuu, vabbeh, se è solo l’amnistia…sento che sta per partirmi una risposta articolata, motivata, di sinistra, ridurre i reati, depenalizzare quelli minori, utilizzare pene alternative… che faccio, mi lancio?

“Eh, signora, eh? Quale delle due?”

Augh. A me pare una roba scema sia la soluzione uno che la due..

“Mah, cosa vuole che le dica, son problemi complessi… scriva Non So”

Sembrerò una deficiente, alla fine di ‘sto sondaggio…

“No, se vuole le rifaccio la domanda, perché, sa, ecco, si, per me ad esempio secondo me bisognerebbe costruire nuove carceri per tenerli dentro…”

Ah! Però! Complimenti all’etica del sondaggista!

“Ma le pare? Scusi eh, e con che soldi costruisce le nuove carceri, eh? Con quelli del ponte sullo stretto?, ma scusi…no no, guardi, scriva Non So”… ma perché perdo tempo? Perché sto qui a parlare con il sondaggista surreale? Che poi mi vengono delle risposte ancora più cretine delle domande…

“Ah, si, ecco, dunque, sii, ancora qualche domandina, adesso comunque potrà avvalersi della facoltà di non rispondere…”

ODDIO. E che domande mi farà, ADESSO? La facoltà di non rispondere? Panico… avrà visto troppi telefilm? È un ex carabiniere? Aiuto.

“Si mi dica”

“Ecco, si dunque, può non rispondere, si, lei è una donna, vero, si, direi di sì”.

E meno male. Pensa se ci metteva il punto di domanda alla fine. Che gli dicevo? Ormai sto ridacchiando come una liceale in gita.

“Ah, si ecco, abbiamo quasi finito, ancora un paio di domandine, signora, ecco si, può dirmi la sua età, può non rispondere…” e gliel’avrà detto il capo che alle donne non si chiede mai l’età?

“42”

“Ah…”, se mi dice <<però, complimenti non si direbbe>>, lo sbrano, giuro.

“E, ecco, si, il suo titolo di studio? Può non rispondere…”, si vabbeh, te lo dico…

“Laureata” e mentre lo scandisco, lentamente, forte e chiaro, mi alzo di circa un paio di metri, lo sovrasto e lo annichilisco con tutta la mia scienza, uh uh uh, ormai sono andata, ‘sto sondaggista è davvero surreale..

“Eh, si ecco, e lei si definirebbe, in politica, sa, di destra di centro di sinistra di centro destra di centro sinistra…”, lo fermo, che tanto ha esaurito tutte le opzioni

“Di sinistra”

“Ah, si, dunque, e sempre può non rispondere, lei dove ha votato?”

“Dove ho votato? A Milano…”

“Ah ah ah, lei è davvero spiritosa, signora, no volevo sapere che partito ha votato!!”

Ah, ecco.

“Pd”

“Ah, dunque ha votato, si, ecco, aspetti che scrivo p-a-r-t-i-t-o d-e-m-o-c-r-a-t-i-c-o”

“Si”

“Ah, grazie, signora lei è stata davvero gentilissima, grazie ancora arrivederci”

Arrivederci? Uh. Metto giù, mi viene da ridere, e penso:

-e se gli dicevo che avevo votato p-o-p-o-l-o-d-e-l-l-a-l-i-b-e-r-t-à? andava in crisi?

-mi arriverà a casa un santino della Brambilla con le calze a rete sado-maso?


Poi mi passa la ridarola e faccio un pensiero un po’ più articolato:

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos'è il pudore…”*


*F.Battiato, Povera Patria, 1991


byPas, 28 aprile 2008

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