Ci sono delle sere che gira così. Dopo sei ore di studio usciamo con le orecchie fritte, incapaci di giudicare la bontà di un suono o di un eco sul rullante, di un colpo di basso o di un accordo di chitarra. Andiamo a casa. riascoltiamo il giorno dopo e scopriamo che l’ultima mezz’ora è stata una faticosissima incompiuta in due movimenti: fretta e impazienza. devo averla, la pazienza, ha ragione frank. ma tant’è. A volte gira così. e comunque il lavoro procede.
il giorno dopo poi, capita di parlarsi in chat:
Andrea
mi sono riascoltato pirati, adesso
bella
peccato per trappole
Francesco
ma non devi ascoltarle subito.
peccato per cosa ?
Andrea
ci siamo dimenticati di togliere il reverberone dal primo rito in poi
Francesco
vedi.
Andrea
e di mettere la chitarra clean di ettore sul primo rito
Francesco
NON è definitivo.
Andrea
eppure eravamo li a dircele ste cose, cazzarola
Francesco
almeno altri 3 giri..
Andrea
lo so lo so
Francesco
eeeehh
mi che ansia zio..
Andrea
sai che ci ho la fregola
eh eh eh
Francesco
smettila... sono io che penso che devo morire presto..

